Il digitale non supportava nessuno di questi asset: sito frammentato, e-commerce che non convertiva, zero visibilità sui dati. Abbiamo ridisegnato tutto: piattaforma, esperienza utente, sistemi e marketing come un unico progetto integrato.
Il sito disperdeva traffico e non aiutava gli utenti a prenotare o acquistare. La navigazione aveva 12 voci di primo livello senza gerarchia: ogni sezione era raggiungibile, nessuna era prioritaria.
L’e-commerce esisteva ma non era strutturato per convertire: flusso di acquisto discontinuo, pagine prodotto che non vendevano, nessun modo di sapere quanti utenti abbandonavano e perché. Il tracciamento delle conversioni era assente.
Il problema non era la mancanza di strumenti digitali. Era che nessuno li aveva progettati per lavorare insieme verso un obiettivo di business. Vendite occasionali, nessuna visibilità sui canali che portavano valore, impossibilità di migliorare perché mancavano i dati.
Il nostro intervento è partito da un’analisi completa, non da un brief estetico.
Abbiamo gestito il progetto come un unico intervento integrato, non come una serie di commesse separate.
Prima di toccare qualsiasi cosa, abbiamo condotto un audit completo: dipendenze tecniche della piattaforma, flussi di traffico, punti di abbandono nel percorso d’acquisto, gap SEO. L’analisi ha orientato ogni scelta successiva.
Abbiamo analizzato la piattaforma WordPress esistente, dipendenze critiche, plugin non aggiornati, performance e definito l’architettura di destinazione con server dedicato per stabilità e isolamento delle risorse.
La migrazione è la fase con il rischio più alto. Definire dove si vuole arrivare prima di iniziare è la differenza tra un go-live fluido e un’emergenza tecnica a mercato aperto.
La navigazione riflette il brand, non l’organigramma interno. Un obiettivo preciso: informare, orientare e convertire con gerarchia visiva coerente.
Un’architettura informativa sbagliata non si corregge con il design. Va ridisegnata da capo. Farlo prima dello sviluppo evita di pagare due volte lo stesso lavoro.
Abbiamo ristrutturato il flusso di acquisto per ridurre i punti di attrito e in parallelo, abbiamo lavorato su SEO tecnica. I due interventi sono stati progettati insieme, non in sequenza.
Lavorare su acquisizione e conversione separatamente genera risultati parziali. Integrarli nella stessa fase è l’unico modo per ottenere crescita organica sostenibile.
La vecchia piattaforma aveva 12 voci di navigazione piatte, nessuna strategia di contenuto riconoscibile, layout non responsivi e un’identità visiva lontana dal posizionamento del brand. L’esperienza utente non guidava verso nessun obiettivo misurabile.
La nuova piattaforma organizza la navigazione per aree funzionali, introduce una gerarchia visiva coerente su tutti i template, integra i touchpoint di acquisto nel flusso di contenuto e porta l’identità del brand (tipografia, palette, fotografia) a standard di settore.
Progetti come questo falliscono quando vengono frammentati tra interlocutori diversi. Noi abbiamo gestito tutto: piattaforma, UX, e-commerce, tracciamento e campagne, con un unico presidio.
La migrazione è avvenuta senza interruzioni. Porretta gestisce autonomamente contenuti e catalogo. Il tracciamento è affidabile dal primo giorno. I dati dei primi 40 giorni confermano che una piattaforma ben progettata produce impatto misurabile.
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